16 Maggio 2016. I volontari dell’Hermitage partecipano al Festival “Inter-museo” a Mosca.

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I volontari dell’Hermitage partecipano al Festival “Inter-museo” a Mosca.

Dal 13 al 16 Maggio 2016, il Museo Hermitage ha preso parte al Sedicesimo Festival Internazionale “Intermuseo,” tenutosi presso gli spazi espositivi del Maneggio di Mosca: l’edizione di quest’anno ha visto la partecipazione di oltre 300 musei russi ed internazionali.

“Intermuseo 2016” si è proposto di riflettere sul tema “Musei senza confini,” e dunque di portare alle attenzioni del pubblico la missione sociale del museo in quanto spazio di dialogo e scambio interculturale. Nella “Città dei Musei,” istituzioni pubbliche e private, grandi e piccole si sono incontrate per considerare insieme questa tematica. Per la prima volta, musei Cinesi ed Iraniani, oltre che Russi, hanno partecipato al festival insieme a nazioni dell’ex Unione Sovietica quali Bielorussia, Tagikistan e Azerbaigian.

Circa 35 000 persone hanno visitato il Maneggio durante i quattro giorni di durata del festival.

Lo Stand dell’Hermitage

All’edizione del 2016 del festival, lo stand dell’Hermitage è stato dedicato al tema “Il Museo come crocevia culturale: tra passato e futuro.” Questo argomento lega due temi di grande importanza per l’Hermitage. In primis, l’idea del museo come centro della moderna vita culturale: parte del programma di quest’anno, infatti, ha riflettuto sul ruolo del Palazzo di Stato Maggiore, il complesso museale moderno dell’Hermitage, sulle sue mostre e sui suoi spazi espositivi, oltre che sul progetto “Hermitage 20/21.” In secondo luogo, si è esplorata la funzione dell’Hermitage in quanto curatore del patrimonio culturale del passato – e in particolare dello Yemen e di Palmira. “L’Arcata del Palazzo di Stato Maggiore è uguale a quella che si trovava a Palmira: in questo modo, due località geograficamente opposte si ritrovano unite. San Pietroburgo non è semplicemente chiamata la ‘Palmira del Nord:’ vi sono anche somiglianze architettoniche tra le due città, che giustificano questo appellativo,” ha dichiarato Mikhail Piotrovsky, Direttore Generale del Museo di Stato Hermitage.

Nella sezione dedicata a Palmira era possibile divertirsi col gioco per il computer “Il mercato di Palmira,” dedicato ai dazi tariffari di Palmira conservati all’Hermitage. Il gioco propone una rappresentazione degli oggetti che venivano smerciati a Palmira, dando così al giocatore la possibilità di immergersi nell’atmosfera dell’antica città.

Vi erano inoltre proposte diverse rappresentazioni olografiche dei monumenti di Palmira, tra i quali: una scultura della dea leonessa Al-Lat, risalente al periodo iniziale del Primo Secolo d.C, il tempio di Baalshamin (131 d.C.), il Tempo di Bel (32 d.C.), la torre funeraria di Yambliha (fine del Primo Secolo d.C) e l’Arco di Trionfo dell’Imperatore (anch’esso datato alla fine del Primo Secolo d.C).

Inoltre, il Tempio di Bel era “ricostruito” ogni giorno allo stand: una copia quasi esatta del maggiore tempio di Palmira, in scala 1:1000, veniva infatti assemblata quotidianamente.

Ad aver riscosso il maggiore successo è stato, tuttavia, il gioco “Sii il primo nel Palazzo di Stato Maggiore,” che ha permesso ad adulti e bambini di esplorare i nuovi spazi dell’Hermitage.

A suscitare grande interesse sono state, inoltre, le lenti per la visione a 360 gradi. Gli specialisti dell’ITMO hanno realizzato, a partire da un’iniziativa di Yuri Molodkovits, un video panoramico che dava la possibilità di visualizzare a 360 gradi gli interni della galleria di Palmira: una nuova tecnologia che, nel permettere agli utenti di osservare il video da più punti di vista, consentiva di ammirare interamente gli spazi del padiglione, oltre che l’interno della teca del celebre “orologio del Pavone.”

Il Palazzo di Stato Maggiore ha mantenuto una trasmissione via internet col festival nel corso della sua durata. Il primo giorno hanno mostrato un percorso interattivo dal tema “Il Palazzo di Stato Maggiore per il pubblico: esposizioni temporanee e permanenti nel Palazzo.” Il giorno seguente si è dato spazio ai lavori dei ragazzi del Centro Giovani dell’Hermitage, che lavora insieme agli studenti su una serie di progetti educativi. Il terzo e ultimo giorno ha visto la discussione della storia, dell’architettura e del restauro del Palazzo di Stato Maggiore.

Programma Commerciale

Oltre ad aver gestito lo stand, alcuni dipendenti dell’Hermitage hanno partecipato al programma commerciale del festival.

TL’evento principale della prima giornata – una tavola rotonda organizzata dal Museo di Stato Hermitage dal titolo “I Musei come difensori di eredità culturali e memorie storiche” – ha affrontato una tematica legata al ripristino di monumenti siriani da parte della comunità museale russa.

Il 14 Maggio, Irina Dyubanova, direttrice del Centro Scolastico dell’Hermitage, ha condiviso la propria esperienza come organizzatrice di progetti speciali rivolti a persone affette da autismo.

Il giorno successivo, Anna Terenteva, vice presidente del Centro di Restauro e Conservazione “Staraya Derevnya” ha discusso il proprio lavoro con ciechi ed ipovedenti nel programma “Il passato a portata di mano.”

Infine, Mikhail Kozhuhovsky, direttore del Servizio Volontari, ha presentato il 16 Maggio i vari progetti dei Volontari dell’Hermitage.

Programma per Bambini

L’Hermitage ha organizzato, presso la Piazza dei Bambini del festival “Intermuseo 2016,” diverse attività rivolte ai più piccoli. Gli ospiti erano incoraggiati a costruire e dipingere modelli di una scultura del leone Al-Lat, distrutta a Palmira, e a partecipare al gioco “Costruisci Palmira,” che consentiva ai bambini di realizzare una copia in carta del Tempio di Bel.

La master-class “Un Monogramma di Caterina II,” che si proponeva di illustrare ai più piccoli la storia dell’artigianato e, in particolare, della fabbricazione dei gioielli, incitava alla creazione di monogrammi personalizzati.

Un’altra masterclass è stata dedicata all’arte cortese francese e le lezioni hanno preso spunto dalle ceramiche di Bernard Palissy, conservate presso l’Hermitage: usando diverse tecniche artistiche, i partecipanti potevano decorare dei piccoli piatti.


 

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